La polizia impedisce contatti tra tifosi

Centottanta, tanti sono stati i biglietti venduti ai tifosi dell’Atalanta. Un numero esiguo, però lo schieramento di forze di polizia è stato imponente, comprese unità cinofile.
Ieri come sempre c’era da impedire che le tifoserie opposte venissero a contatto. Gli episodi accaduti contro i tifosi del Chievo.

Ma ieri è filato via tutto bene. C’è voluta soltanto tanta pazienza perchè una volta fatti uscire dallo stadio i tifosi orobici e fatti entrare nello spazio del palazzetto dello sport dove c’erano le loro auto e un pullman, hanno aspettato oltre un’ora prima di partire.
La Tangenziale era bloccata dalle auto. È stato un giorno campale per la viabilità cittadina, mercatini in piazza Bra, in piazza dei Signori, negozi aperti e sole hanno fatto sì che in centro arrivasse tantissima gente. Che poi ha lasciato la nostra città nello stesso orario in cui era finita la partita.
Presidiati come ormai consuetudine anche i cavalcavia che portano all’imbocco dell’autostrada. Il servizio di ordine pubblico ha funzionato: nessun contatto tra tifoserie, nessun denunciato, qualche tifoso piuttosto agitato del Verona, identificato.
Nel prepartita una quindicina di ultrà, quelli che girano con giubbotto nero della North face, hanno fatto una sorta di ronda nei pressi dello stadio, ma senza creare problemi. Durante la partita è stato esposto uno striscione di solidarietà agli ultrà laziali daspati, così come è stato reso omaggio a uno storico tifoso deceduto con un altro striscione: «Ciao Moro vecchio cuore nero».
Chi fa ordine pubblico allo stadio conosce le tifoserie e le loro reazioni. Ieri non c’erano tanto da temere quelle degli orobici, i biglietti venduti erano a categoria non a rischio, inoltre gli atalantini sono soliti essere più agitati in casa che fuori. Semmai era più preoccupante una reazione gialloblù nel caso non si fosse interrotta la serie negativa per la squadra di casa. Gli sfottò tra le i supporter delle squadre non sono mancati. Sono volati degli «scimmia», dei «m…» e dei riferimenti alle madri dei bergamaschi «ancora impegnate nelle malghe». Soltanto questo, che comunque ci sta.